«Il mio cane Black»... gli animali ci insegnano forme di amore puro

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Savona | LE RIFLESSIONI DI VINCENZO PUNZO

«Il mio cane Black»... gli animali ci
insegnano forme di amore puro

Gli animali ci insegnano forme di amore puro e incondizionato, senza compromessi ma con il perdono. Ci insegnano ad amare d'istinto, senza regole e per sempre...

di Vincenzo Punzo

Gli animali ci insegnano forme di amore puro e incondizionato, senza compromessi ma con il perdono. Ci insegnano ad amare d'istinto, senza regole e per sempre
Gli animali ci insegnano forme di amore puro e incondizionato, senza compromessi ma con il perdono. Ci insegnano ad amare d'istinto, senza regole e per sempre

IL MIO CANE BLACK

Napoli, 1956

Continua il viaggio in cui vi parlo di animali, l’uomo è il solo custode di questo grande regno e per tale motivo è sempre coinvolto. Gli animali si distinguono per razza, dimensioni e intelligenza, uniti da un solo istinto, quello di procacciare. Molti di essi amano solo la vita di coppia, altri una famiglia allargata (vedi gli elefanti) altri un’intera mandria, ma essi temono soprattutto l’uomo, colui che dovrebbe proteggerli.

In alcune stagioni dell’anno gli animali allo stato brado, come cinghiali, lupi, caprioli, ecc visitano le nostre città, quelle più prossime alle colline. Essi sono spinti dalla sola fame, ma se disturbati, possono attaccare l’uomo. Io sono stato testimone oculare di una tale avventura: nel marzo 2018 alle due di notte presso il padiglione Astengo dell’ospedale San Paolo di Savona mi sfiorava una famiglia di cinghiali, madre, padre e 12 cinghialetti tutti in fila indiana, il primo, alla mia presenza, cambia direzione spostandosi dall’altro lato del marciapiede, seguito da tutti gli altri, per me solo tanta paura, ma salvo.

Quello che vi sto per raccontare, visto anche alla luce di oggi, ha dell’incredibile, sono coinvolti gli animali amici dell’uomo: i cani … e un bambino di soli 8 anni di nome Vincenzo. Sì sono proprio io.

Facciamo un passo indietro: nel 1956 risiedevo in una fattoria con la mia famiglia alle falde del Vesuvio, in cui vi erano diversi animali, mucche, vitelli, cavalli, maiali, ero diventato la loro mascotte, vi era anche un cane di nome Black un meticcio sperduto che trovava domicilio coatto con la nostra gattina. E fin qui tutto normale e tutti vivevano felici e contenti.

Un giorno il mio cane Black fu morsicato da un cane randagio, io lo legai, mia sorella Maria lo medicò e mio fratello Gaetano gli trovò una sistemazione più sicura. Durante il pomeriggio in paese circolava la voce che quel cane randagio aveva provocato altri guai e che era stato fermato, pensando avesse la rabbia. Il giorno seguente, quando tutto fu chiaro, il sindaco emanò la seguente ordinanza: -Tutti coloro che sono stati a contatto con il cane randagio devono presentarsi all’Ufficio di Igiene-. Chi non si fosse presentato si sarebbe assunto le proprie responsabilità.

Mio papà Ferdinando ci radunò per sapere cosa fosse accaduto precisamente e poi ci accompagnò all’ufficio di Igiene dove prescrissero, ad ognuno di noi, 15 punture da fare sulla pancia.

Ogni mattina, col biroccio e il cavallo, papà, Gaetano, Maria ed io andavamo a Porta Capuana (NA) per fare queste dolorosissime punture.

Il sindaco del paese, nei giorni successivi, emanò una nuova ordinanza che diceva che tutti gli animali che erano stati a contatto con il cane malato dovevano essere eliminati in quanto gli era stata davvero riscontrata la rabbia.

Nella mia cascina, furono soppressi con il fucile da caccia, in mia presenza e malgrado il dispiacere di tutti, il cane Black, la gattina che dormiva con lui, una cagnetta pechinese, un pastore tedesco e un cane da caccia.

I giorni successivi furono tristi e le punture per me diventarono solo una minima parte della sofferenza che provavo.

Passano gli anni, cambiano i tempi, ma il mondo è stato creato per contenere una moltitudine di bellezze, tra cui il regno animale. A questo va tutta la mia gratitudine per l’amore e la difesa nei confronti dei propri figli. Ancora oggi gli animali continuano a proteggere e salvare i nostri figli e le persone indifese e ad aiutarle, pensiamo per esempio quanto sia importante la guida di un cane per i non vedenti.

Savona, luglio 2019 Vincenzo Punzo

Lunedì 29 luglio 2019

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